Ci sono storie che non appartengono soltanto al passato, ma si annidano nei recessi più oscuri della memoria collettiva.

 

Sono leggende nate dal sangue e dal silenzio, cresciute nei sussurri dei superstiti e tramandate da chi, tremando, giurava di aver visto l’impossibile.

 

La Bestia dello Gévaudan è una di queste.

 

Fra le nebbie delle montagne francesi del XVIII secolo, quando la fame divorava gli uomini e la fede era l’unico lume contro la notte, qualcosa di più feroce del lupo e più astuto dell’uomo cominciò a colpire.

 

Nessuno sapeva darle un nome, e proprio per questo ne nacquero mille. Bestia, demone, punizione divina.

 

E mentre le vittime aumentavano, la paura divenne un morbo contagioso che travolse intere comunità.

 

Ma dietro la leggenda c’è sempre un cuore che batte, un volto nascosto nell’ombra.

 

Questo romanzo non cerca solo di raccontare la caccia alla Bestia: vuole svelare ciò che di umano e di mostruoso si cela in chi la inseguì e in chi ne fu perseguitato. Nelle pagine che seguono, la Storia si intreccia al mito, la fede alla follia, la ragione alla superstizione - e ognuno sarà chiamato a chiedersi dove, davvero, si nasconde la Bestia.

Forse non nello Gévaudan, ma dentro l’uomo stesso.

 

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-Davide Cabassa